Kurdistan, un problema storico.

Vista l’importanza e l’attualita’ del problema dell’autodeterminazione del popolo curdo e del suo legame con l’Anarchismo, in specie tra il capo politico Ocalan e il pensiero di Murray Bookchin, apriamo questo spazio particolare per scrivere,commentare, testimoniare questo ultimo tentativo di creare una societa’ basata su uno dei cardini piu’ importanti dell’Anarchismo, cioe’ il municipalismo e il ruolo paritario tra uomo e donna nella societa’

QUALCHE PROBLEMA CON BOOKCHIN
Tutto bene di Bookchin quando si parla di gerarchie, ecologia sociale o forme applicative nel municipalismo libertario, ma é poco condivisibile la sua visione positiva e un po’ fideistica sulla scienza . Credo sia un rimasuglio dell’ illuminismo settecentesco. Daltronde la tradizione anarchica si rifà nella sua radice piu remota ai fondamenti della rivoluzione francese. Ma finché ci riferiamo ad allora é più che giustificata come posizione. Che Bookchin, uomo che ha varcato la soglia del terzo millennio, non approfondisca e non discrimini a sufficienza fra conoscenza e deleteria scienza applicata può essere un motivo non secondario di distanza.
La generazione degli anni 70 aveva ben compreso il problema. In quegli anni dopo il bagno di “folla” si tornava alla terra e, perlomeno in forma attiva e rinnovata, al recupero delle tradizioni contadine ed artigiane. Erano scelte spesso radicali, sicuramente dei giovani più illuminati. Questi erano consapevoli di lottare in tal modo contro il sistema distruttivo ed egemonico delle scienze applicate e delle tecnologie. E queste scelte erano fatte a costo di abbandonare carriere e studi scentifici . Era chiaro il nemico chi fosse. E questo ancor più quando la sensibilità ecologica era alta. Non c é bisogno di ricordare che l energia nucleare sia di pace che di guerra rappresentava da circa 30 anni l apice della scienza applicata e della tecnologia. Bookchin significava molto per noi giovani di quella generazione ma cedeva su questo punto e cioè che non c é mai una scienza buona quando essa viene applicata. Può esserlo per un periodo ma il potere userà quell avanzamento per i propri fini che sono inderogabilmente sempre i peggiori. Oggi abbiamo guerre con armi terribili, abbiamo ordigni nucleari finali per il pianeta, abbiamo un avvelenamento dell aria e delle acque di superficie perché la chimica ha lavorato bene e ciò vale anche per un pianeta che scoppia di ftalati derivati dalle plastiche e nocivissimi alla salute dei viventi. Le grandi scoperte della sanità sono in particolare in campo interventistico che oggi si avvale di sistemi di visione a sonda che sono stati studiati in origine per fini militari cioè per amazzare il più possibile. Anche l ingegneria sanitaria per protesi e sistemi adiuvanti la mobilità é frutto di enormi risorse che gli stati hanno devoluto, in primis gli stati uniti, nella ricerca per i veterani mutilati. Gli stessi che avevano distrutto un paese come il vietnam del nord. La stessa robotizzazione in campo chirurgico, una delle promesse maggiori nella sanità, é frutto della ricerca militare americana. Serve infatti a sostituire i soldati per ammazzare senza rischio.Anche la creazione del web é avvenuta pro manu militari. Oggi possiamo comunicare da una parte all altra del pianeta con facilità per la presenza di satelliti. Quegli stessi che permettono ai droni in Irak o in altri “teatri” di guerra di piombare su un villaggio ed ammazzare intere famiglie comandati da una mano a 10 mila km di distanza. Una delle cose che non condivido di una parte cospicua della tradizione anarchica é questo salto logico. Molto frequente anche nei dottrinari di quel pensiero. Cioè: è quello stesso potere che si vorrebbe abolire o per lo meno diluire il più possibile che ha prodotto uno sviluppo scientifico che l anarchico di tradizione reputa benefico, quando l avanzamento delle scienze nell ultimo secolo é stato possibile solo per la capacita concentrazionaria di risorse economiche di quello stesso potere tanto odiato. Cioè quando la ricerca scientifica si é fatta complicatissima perché dipendente dalle tecnologie avanzate solo enormi risorse e istituti asserviti al potere potevano reggere. Non era più il tempo dell intuizione di una bella testa pensante che con pochissima tecnologia e qualche buon artigiano scopriva dal telescopio al vaccino di Jenner. Un ulteriore effetto deleterio di questa egemonia scientifico tecnologica é stato sulla psicologia delle masse. Il “dio che é morto ” é stato sostituito da una nuova deita’. Quella del corpo degli scienziati ormai chiamati ovunque a mettere l ultima parola su questioni umane, esistenziali, sociali, insomma tutt altro che scientifiche. Ma il deus scienzologo può sempre entrare a gamba tesa a condannare dal suo pulpito. E noi poveri fedeli di questo nuovo dio accettiamo di buon grado, pena l ostracismo.
Per finire, che proprio gli anarchici ci siano cascati la dice lunga su quanto possano essere ingenue tante anime belle. Il post anarchismo é dovuto per ciò nascere come una necessità. Quando il semplicismo giacobino ha incontrato nel 900 l’esistenzialismo. É un parere del tutto personale perciò mi fa piacere discuterne. Cioè quando il rispetto delle libertà individuali e quindi l autodeterminazione dell individuo doveva passare da una lotta urlata ad una consapevolezza interiore fatta anche di profondi silenzi. Attraverso cui matura la propria individualità, capacità
di scelta ed intelligenza personale. L individuo diventa cosi individuo vero e non semplicemente formalizzato in una cornice di pensiero. Sia esso anarchico sia esso liberale. Il post anarchismo da’ qualche speranza per una opposizione radicale all’ egemonia della razionalità.

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